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2° libro di poesie di Giovanna Fileccia
La giostra dorata del ragno che tesse

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di MARIA ELENA MIGNOSI PICONE * – Recensione Critica

Dopo la prima raccolta di poesie “Sillabe nel vento”, Giovanna Fileccia ce ne offre un’altra, dal titolo un po’ enigmatico e sibillino:la giostra dorata1La giostra dorata del ragno che tesse”, nel quale c’è evidentemente tutto un simbolismo: il ragno rappresenta l’uomo che costruisce la sua esistenza, e che, facendo scelte di bene, di amore, sortisce la giostra dorata, cioè la felicità. L’autrice si rispecchia appieno in tutto questo.

Inoltre sono presenti nel libro anche delle poesie sulla malvagità umana, che sembrano a tutta prima stonare con la giostra dorata, con la felicità. Però, se noi risaliamo alla scelta che opera l’uomo, nell’uso del libero arbitrio  che può andare in due direzioni o verso il bene o verso il male, allora queste poesie non risultano avulse dal contesto ma ne sono perfettamente pertinenti, intendendole come contro testimonianza, come testimonianza al negativo della giostra dorata.

Anche il poeta è un ragno che tesse” afferma Giovanna Fileccia, e aggiunge: “Mi piace pensare alla poesia come una ragnatela di parole, con gli spazi intervallati da versi e strofe”. E osserva: “Gli artisti, proprio come il ragno, tessono la propria tela, ognuno con il proprio strumento: il pittore con i colori, lo scultore con l’argilla, il musicista con le note musicali, e così  via”.

Giovanna Fileccia è una poetessa dall’estro creativo effervescente, è un fiume in piena, però i suoi versi non sono irruenti e impetuosi ma “fragili come piume e foglie”, proprio come i fili della ragnatela e anche i vuoti sono pregni di un significato recondito: “celando tra pause e spazi / molto più di quel che dice”. Ed è sempre in evoluzione: “Ma è giusto dirti che tutto / è in perpetuo movimento”. Da sottolineare anche il suo afflato cosmico: “…e mi aggrappai alle trecce e lì /stetti  / ad ascoltare il / linguaggio universale”. Talora il senso è un po’ vago, ma la poetessa affida di  proposito i suoi versi alla libera interpretazione: “Rimuovo le parole / lasciando il colore libero / di espandersi / nella interpretazione”.

Nella poesia “Desiderio di allegria”: “Basta piangere! /… Di gioia vorrei ridere. /  Come posso fare? / Bandendo la tristezza / lasciando fluire / quella brezza d’ aria pura  / che sommessa fuoriesce / incalzando l’ombra scura”. Talora la sua poesia ha un non so che di teatrale. A Giovanna Fileccia si addice perfettamente una frase di un poeta  siciliano in dialetto, che ho recensito, tra vari altri da recente: “ ‘U pueta avi l’occhi di nutricu”, ad evidenziare l’innocenza, lo stupore, anche quella logica fantasiosa che hanno i bambini nello spiegarsi le cose del mondo. Molto poetici e suggestivi gli ultimi versi della poesia, che è quasi un poemetto, “La mano dorata”, con cui la nostra autrice chiude questa raccolta: “…il ragno…/ continuò a tessere la sua ragnatela / che, oltre ai raggi del sole, / arricchì di polvere di luna, / di pioggia cristallina, / di vento di frescura, / e di bontà divina. / E ancora oggi, nelle notti di luna piena, / si intravede la mano perlacea / tessuta dal ragno / a illuminar la sera”.

Giovanna Fileccia – La giostra dorata del ragno che tesse  – Ed. Simposium, Terrasini 2015  – s.i.p.

*Maria Elena Mignosi PiconeStimata poetessa e saggista. Già docente di Lettere presso la CEI e poi nella Scuola statale ha tenuto altresì seminari per la scrittura di recensioni suscitando nei discenti interesse per le buone letture. Collabora, oltre che con www.bandolo.it, anche con altri siti internet e con la rivista Spiritualità & Letteratura.  

 

 

 


Redazione
Biografia


'2° libro di poesie di Giovanna Fileccia' ha 1 commento

  1. 9 maggio 2016 @ 8:31 Giovanna Fileccia

    Grazie Maria Elena per la tua recensione al mio libro. Mi definisci “fiume in piena” e mi calza perfettamente. Essere un fiume mi permette di vivere in simbiosi con la natura tutta, perché il fiume attraversa montagne colline pianure e poi, dopo un lungo e tortuoso percorso, si riversa nell’ amato mare. Inoltre il fiume brulica di vita e accoglie la vita. Senza contare che il fiume nasconde e svela: Per me scrivere é un continuo svelare e nascondere per poi, con meraviglia anche un po’ bambinesca -come affermi tu- rivelare… Grazie ancora.
    Giovanna

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