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La forza della parola
la parola come strumento

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di GIOVANNA FILECCIA*©

Se si pensasse alle parole come a degli strumenti, ci si renderebbe conto che come tali dovremmo utilizzarle con attenzione e parsimonia. Ogni strumento ha una precisa funzione che è consona alla destinazione dell’utilizzo: le parole, in questo caso, sono lo strumento che facilita la trasmissione di un messaggio orale o scritto. Alle parole – veicoli che l’individuo utilizza per esternare idee, emozioni, pensieri e concetti – sono attribuibili varie interpretazioni che spesso generano malintesi.

ComunicazioneNel rapportarsi con il prossimo la comunicazione verbale ha un’importanza relativa, non sempre infatti il messaggio espresso a voce così come è arriva all’interlocutore. I tecnici del linguaggio sono riusciti a individuare tre livelli di comunicazione che possiamo riassumere così: durante un dialogo la comunicazione verbale occupa il 7% di un insieme di elementi che, per essere completi, abbisognano del 38% di comunicazione paraverbale e del restante 55% della comunicazione non-verbale. Gli studi comportamentali chiariscono come il tono assunto da chi parla, il ritmo, le pause, il volume della voce, e ancora, la mimica facciale, la gestualità, la postura, siano elementi determinanti nel comprendere il messaggio perché sono rilevatori di verità soprattutto quando l’interlocutore avverte una discrepanza tra le parole ascoltate e le sensazioni percepite.

I bambini, se accalorati, agiscono pestando i piedi e urlando per la rabbia o per la frustrazione, esprimono il disagio seguendo i loro istinti primordiali. Negli adulti tali istinti rimangono intatti però nel frattempo, per tutto il periodo della crescita, loro hanno acquisito la forza della parola a sostituzione delle azioni. La parola come forza permette all’adulto pensante, sia egli uomo o donna, di calibrare le frasi con consapevolezza e attenzione: egli sa che ciò che viene detto non può essere ritirato, per cui la sua forza sta nel sapere misurare le parole, pesarle e calibrarle.

RelazionarsiMa gli adulti hanno la tendenza a nascondersi dietro parole sbagliate che mirano ad offendere l’altro nella misura in cui ci si sente feriti generando una situazione in cui gli interlocutori hanno le seguenti possibilità: 1) rispondere a tono alimentando il contrasto; 2) ignorare le parole subite; 3) chiarirsi in modo diretto. Il chiarire, lasciando da parte l’orgoglio ferito e la rabbia, e l’accettare i propri errori e gli errori degli altri, sono atteggiamenti di grande maturità.

La parola possiede una propria forza che può essere positiva o negativa a seconda del modo in cui è posta: una stessa parola o frase, infatti, può avere valenza diversa rispetto a chi l’ascolta. Scegliere con cura le parole favorisce le relazioni, ma a volte le parole vengono usate come se fossero armi per ferire, far male.

Il linguaggio verbale è segno dell’evoluzione della specie umana, attraverso il linguaggio comprendiamo la realtà e oggi non è facile trovare esempi di incoraggiamento all’utilizzo della parola come forza da mantenere sotto controllo. Samo bombardati da dibattiti accesi, propinatici da molti programmi televisivi, in cui prevale la volgarità, e in altri dove invece gli attori, detti anche opinionisti, rifilano, attraverso lo schermo, parole, frasi e concetti che spesso girano attorno a un discorso senza approdare a nulla di costruttivo.

AscoltoOggi si ha l’impressione che le parole abbiano perso valore. Nel prossimo futuro l’evoluzione del linguaggio dovrebbe avvenire riconquistando il senso delle parole, magari utilizzandone meno ma che vengano espresse in maniera efficace e responsabile. Una buona e sana comunicazione verbale permetterebbe, nel rapportarsi con i propri simili, di ascoltare e comprendere, riflettere e rispondere, dialogare e discutere, per costruire mattone su mattone, una solida base di conoscenza affinché cresca il rispetto, la stima, la buona educazione e la fiducia reciproca.

*Giovanna Fileccia. Poetessa e scrittrice prolifica di romanzi e saggi. Anche quest’anno membro della autorevole giuria del Premio regionale  “Sicilianamente” a cura del CRAL Regione Siciliana e  che Il Bandolo si pregia di sponsorizzare già da tempo. Responsabile del sito www.giovannafileccia.wordpress.com, utile per mostrare ai visitatori il proprio eclettismo nel campo letterario che le ha fruttato importanti riconoscimenti e premi; ( suo è il neologismo “Poesia sculturata”).


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'La forza della parola' ha 4 commenti

  1. 28 maggio 2016 @ 15:07 Maria vittoria Spinoso

    Sono pienamente d’accordo con te , hai espresso in modo chiaro il vantaggio del linguaggio rispettoso. In fondo rimaniamo rapiti quando questo é appropriato e consone con la nostra indole. Ciao

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  2. 28 maggio 2016 @ 18:27 Giovanna Fileccia

    Gentile Maria Vittoria, quando la comunicazione tra simili avverrà in modo consono all’esigenza di ognuno saremo già proiettati verso quei valori auspicabili per la Società tutta. Ti ringrazio per il tuo intervento.

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  3. 30 maggio 2016 @ 8:46 Antonino Schiera

    Un interessante articolo della mia amica scrittrice Giovanna Fileccia, che riesce a trasmettere al lettore validi elementi relativi al grande mondo della comunicazione. Un mondo che è protagonista di uno sviluppo e di un’evoluzione sosatanziali: basti pensare alla possibilità di essere “connessi” ogni momento della giornata con tutto il mondo grazie al web e ai social network.

    Giovanna Fileccia ha il merito, attraverso il suo scritto, di ricordare a tutti che esistono dei canoni e delle regole primordiali che non perdono mai validità ed importanza, pena il decadimento della qualità e dell’efficacia della comunicazione in generale.

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  4. 20 luglio 2016 @ 13:03 Katia Cilluffo

    A volte non parlo, ascolto. A volte parlo…poco, tanto, tantissimo. Altre volte osservo; altre ancora mi piace farmi osservare. Come sarebbe la nostra vita se tutto il mondo non ci entrasse dentro attraverso i nostri sensi e il nostro io. Giovanna: non avevo mai riflettuto su quanto prima di aprire bocca devo riflettere. Si’ Giovanna, e’ proprio come tu dici: le parole non volano.

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