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Anagrammi di…versi
Recensione critica

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Copertina-exe                    di CLAUDIO S. GNOFFO –

La vexata quaestio circa la Poesia, cioè cosa si intenda per essa, vede contrapposti autorevoli critici: alcuni di loro sono inclini a considerare tale qualunque componimento ispirato da valori sublimi o tendenti a esserlo, e perciò emananti un significativo fascino metafisico che coinvolge piacevolmente il lettore. Secondo questo metro valutativo anche alcune prose vengono considerate poesie. E mi sovviene a proposito il godibilissimo testo di Simone Pansolin “Miniature”, felice esempio di fusione dei due aspetti dell’espressione letteraria.
Altri invece, più scrupolosi e tradizionalisti, pur condividendo la “propensione metaforica” che il componimento deve sicuramente possedere come requisito essenziale, lo ascrive a Poesia soltanto se rispetta “peculiari schemi ritmici e stilistici”. Dunque è Poesia un testo di frasi espresse in versi con metrica sillabica prestabilita e rime libere o baciate. Per l’oggetto della nostra attenzione – questa raccolta di scritti di Nicoletta Mare – la querelle che abbiamo testé ricordato ci è utile per affermare che l’Autrice, nell’àmbito della materia esplorata, riesce a unificare (come già il citato autore ligure) le due scuole di critica letteraria, con uno stile di intenso respiro poetico quantunque apparentemente semplice. Pur non volendo essere un “libro di poesie”, il testo però non può essere considerato solo un semplice manualetto, tutt’altro.  E il lettore facilmente potrà rendersene conto di persona.
L’Autrice riesce, magistralmente, a interpretare tanto l’inventiva Michelangiolesca circa la visione dell’opera contenuta nella pietra grezza quanto l’impegno dell’artista nel tentativo di rivelarla. In questo caso, da una frase la Mare riesce a trarre quello che vi è racchiuso, con una differente disposizione delle lettere. Si tratta intanto d’intuire in cosa possano trasformarsi le parole e quindi sapere tirar fuori “qualcos’altro” di senso compiuto. La sublimità dei concetti affiora poi naturalmente alla portata di tutti, riuscendo a trasmettere edificanti messaggi, in linea con la valutazione generale circa il sentiment poetico. Ciò prescinde ancora dalla presenza permeante della logica matematica che, per quanto riguarda la peculiarità degli schemi ritmici, impone il contesto generale. Non si dimentichi infatti che, trattando appunto di Anagrammi, si prevede che lettere e sillabe siano “contate”: la metrica perciò è salva. Si ricordi infine che la discussione circa la presenza di anagrammi in poesia comincia già a connotarsi come faccenda poetica grazie al semiologo ginevrino Ferdinand de Saussure (1857-1913), e si ripresenta al pubblico sul finire degli anni ’60 quando Jean Starobinski ripropone le ricerche del suo connazionale in “Les anagrammes de Ferdinand de Saussure” (che non ci risulta sia stato ancora pubblicato in italiano).
Il Gruppo Editoriale Il Bandolo pubblica questo saggio anomalo che implementa la non affollata bibliografia enigmistica che, per quanto riguarda gli anagrammi, è ancora più avara. Tale volumetto, sommesso livre de poche, si propone, con terminologia semplice, alla lettura del neofita e dell’appassionato che sicuramente lo consiglieranno ai loro amici.
Eventuali copie telefonando al 3281527131

NICOLETTA MARE –  Anagrammi di…versi  – Il Bandolo, 2015 –  € 8,60


Redazione
Biografia


'Anagrammi di…versi' ha 3 commenti

  1. 29 agosto 2015 @ 17:39 Redazione

    Ci capita spesso di imbatterci in pubblicazioni enigmistiche scritte da persone estranee alla nostra ristretta cerchia di enigmisti e molto spesso il risultato è deludente. Stavolta, invece, siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questo volumetto in-16° perché abbiamo trovato in esso anagrammi molto ben fatti e nuovi. Il libro si apre con la storia degli anagrammi, analisi, curiosità ed esempi famosi, dopo di che l’autrice ci sorprende con alcune poesie con versi anagrammati scritti con sapienza e ottimo gusto. Estrapoliamo da “Sicilia”: “Sicilia! Un fiore donato dal mare, / un’isola di fama e ardenti colori (…) Tra aromi e un ficodindia al sole, / fra dolci suoni ed armonia lieta, / si muore d’aria e follia d’incanto”. In copertina Nicoletta Mare ci sorprende anche con un “talento e carmi”, suo anagramma. GUIDO IAZZETTA,Biblioteca Enigmistica Italiana “Panini” .

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  2. Redazione

    17 settembre 2015 @ 17:49 Redazione

    Effettivamente l’anagramma è uno dei giochi più antichi e, come diceva Dossena, il principe dei giochi di parole, giudizio che io condivido in pieno.
    Il libro è interessante e, mi sembra, soprattutto improntato alla divulgazione del gioco; molto belle sono le poesie e gli anagrammi su proverbi e modi di dire. Anche la parte di esercizi riservati al lettore è utile, perché permette di cimentarsi subito con i giochi che hanno per base l’anagramma.
    Nel sito della mia Associazione abbiamo un programma anagrammatore molto visitato, però io sono dell’avviso della signora Mare che consiglia di utilizzare carta, penna, matita e gomma.
    Mi piacerebbe poter corrispondere con l’Autrice. Io mi occupo di enigmistica da decenni e collaboro con le principali Riviste di classica, ma ogni tanto qualcosa viene pubblicato anche sulle riviste che vanno in edicola.
    Lo scorso mese di giugno un editore locale ha pubblicato un mio “Manuale di enigmistica classica” che in circa 300 pagine raccoglie tutti i giochi (in versi, illustrati, crittografie e nuove tipologie), con esempi, tecniche di soluzione, illustrazioni ed esercizi. Il libro porta la prefazione di Ennio Peres ed è stato recentemente recensito da Stefano Bartezzaghi sul “venerdì” di Repubblica.
    Ancora un sincero ringraziamento e un cordiale saluto.
    Nivio Fortini – presidente Associazione OTTETTO – Grosseto

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  3. Redazione

    29 novembre 2015 @ 18:29 Redazione

    Un piccolo grande gioiello di carta dove le parole diventano sfaccettature adamantine.
    Divertente da leggere e stimolante per la mente. Ci auguriamo che l’Autrice ci faccia ancora di questi doni.
    Ettore Gravante. Palermo

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