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Serpotta e il suo tempo
Il periodo aureo di Palermo, capitale europea, in una magnifica mostra.

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di ALBERTA RONDINI©

La Mostra – Aperta al pubblico nella spettacolare cornice dell’Oratorio dei Bianchi, racconta uno dei momenti più significativi della cultura figurativa a Palermo tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. Sono esposti più di 100 opere tra dipinti, marmi, stucchi, oreficerie, avori, coralli, disegni, stampe e testi antichi.
stucco serpottaLa mostra ruota intorno a due personalità dell’epoca, lo scultore Giacomo Serpotta e l’architetto Giacomo Amato. Serpotta contribuì a rivoluzionare l’arte dello stucco, facendolo assurgere alla dignità stessa del marmo, mentre l’architetto Giacomo Amato fu l’ideatore di raffinati oggetti d’arte realizzati da una schiera di maestranze quali orafi, corallari, intagliatori che narrarono, attraverso la magnificenza dell’arte, il periodo aureo di Palermo divenuta unica capitale del Viceregno dopo la repressione della rivolta antiborbonica di Messina nel 1678.
Il piano terra è interamente dedicato al Serpotta e vi si possono ammirare gli stucchi provenienti dalla Chiesa delle Stimmate, staccati prima della distruzione di fine Ottocento per far posto al Teatro Massimo. Sono inoltre esposti disegni e bozzetti preparatori che permettono di approfondire la tecnica del grande plasticatore palermitano.
Giacomo AmatoAl primo piano si trovano gli splendidi disegni preparatori delle grandi architetture firmati da Giacomo Amato e molti dipinti provenienti da chiese e oratori. Una ricca sezione espone opere d’arti decorative a destinazione privata o di arredo liturgico, mettendo in risalto il ruolo della grande committenza ecclesiastica e nobiliare e l’eccelsa manualità delle maestranze cittadine nella realizzazione dei manufatti.
L’esposizione, curata da Vincenzo Abbate, è promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, in collaborazione con la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, e organizzata da Civita Sicilia.
Il Comitato scientifico dell’esposizione è composto da Sergio Aguglia, Direttore della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis; Gioacchino Barbera, già Direttore della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis; Evelina De Castro, responsabile scientifica delle collezioni della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis; Maria Concetta Di Natale, Professore ordinario di Museologia e Storia del Collezionismo e di Storia delle Arti Applicate e dell’Oreficeria dell’Università di Palermo; Maria Giuffrè, Storica dell’Architettura, già Professore Ordinario dell’Università di Palermo; Marco Rosario Nobile, Professore ordinario di Storia dell’architettura dell’Università di Palermo; Pierfrancesco Palazzotto, Professore Associato presso l’Università di Palermo e Vice Direttore del Museo Diocesano di Palermo.
La mostra è inoltre corredata da un volume “Serpotta e il suo tempo” a cura di Vincenzo Abbate edito da Silvana Editoriale che oltre a contenere il catalogo delle opere con le relative schede è ricco di saggi e momenti tematici.
L’esposizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sarà visitabile fino al primo ottobre dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.
Sono state programmate delle visite guidate alla mostra il Giovedì e Venerdì: ore 17.00 e 18.30 – Sabato e domenica: ore 10.30 e 12.00. Inoltre è possibile prenotare la visita della mostra per gruppi, in orari e date diverse da quelle calendarizzate, chiamando al numero 091 8887767.

Oratorio BianchiOratorio dei Bianchi- L’Oratorio è situato nel cuore del centro storico, in piazzetta della Vittoria allo Spasimo nei pressi di piazza Kalsa. Esso ha subito nel tempo numerosi rifacimenti e quello che noi oggi possiamo ammirare è il risultato di continue trasformazioni.Il complesso architettonico più antico è costituito dalla chiesa della Vittoria comprendente i resti lignei della porta attraverso la quale nel 1072 le truppe normanne, al comando di Robertoil Guiscardo, entrarono a Palermo e la liberarono dagli Arabi che proprio alla Kalsa avevano la cittadella fortificata.

Sul luogo fu edificata una cappella di ringraziamento dedicata a Santa Maria della Vittoria e dal 1485, su richiesta al re di Sicilia del domenicano Michele Majali, iniziò la costruzione della Chiesa della Vittoria inglobante la cappella e la porta preesistente. Essa subì varie vicissitudini tra cui l’abbattimento per la costruzione del Bastione dello Spasimo e la riedificazione, nel luogo attuale, attorno alla metà del 1500.

Dalla metà del XVI secolo, al di sopra di questa chiesa iniziò la costruzione dell’Oratorio dei Bianchi ultimato nel 1686 a seguito di un incendio e altri eventi negativi.Nei secoli successivi (XVI – XVIII) fu trasformato in un grandioso complesso con caratteri monumentali propri di un palazzo aristocratico con scalone in marmo bianco e saloni ricchi di pitture,stucchi e ricchi arredi.

La compagnia dei Bianchi (nome completo dell’istituzione era: Nobile e Primaria Real Compagnia del Santissimo Crocefisso) era chiamata in tal guisa perché i confrati andavano vestiti con mantello, guanti e cappello bianchi. Essi avevano il compito di confortare e preparare spiritualmente i condannati a morte nei tre giorni precedenti l’esecuzione.

A differenza delle altre compagnie, quasi tutte di estrazione popolare o borghese, della compagnia dei Bianchi fecero parte le più alte cariche politiche e religiose quali viceré di Sicilia, arcivescovi di Palermo ed esponenti dei maggiori casati siciliani. I confrati godevano digrandi privilegi che spesso li ponevano al di sopra della legge tra cui quello di concedere, a loro insindacabile giudizio, la grazia a un condannato a morte il giorno del Venerdì Santo. Dopo l’estinzione della compagnia, avvenuta verso la metà del XIX secolo, i ricchi arredi furono dispersi e passando di mano ai vari proprietari l’edificio fu stravolto.

Già in condizioni di grave degrado anche in seguito ai danni bellici, il complesso fu utilizzato come scuola e abbandonato dopo il terremoto del 1968.
Dopo anni d’incuria nel 1987 fu acquisito dalla Regione che ha dato inizio ai necessari lavori di restauro destinandolo a Palazzo Abatellis non solo come spazio museale, ma anche come contenitore per ospitare eventi culturali di particolare rilievo.


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'Serpotta e il suo tempo' ha 1 commento

  1. 9 settembre 2017 @ 8:27 Maria fici

    Bello da leggere conciso e interessante

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