Periodico di cultura fondato a Palermo nel 1901

FIDELIS: La mostra
Originale esposizione di capolavori "restituiti"

Articolo inserito da il
115 letture, nessun commento

Stampa
di ALBERTA RONDINI ©

Sede Caserma CC "Bonsignore Dalla Chiesa"

Sede Caserma CC “Bonsignore Dalla Chiesa”

L’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, la Regione Siciliana e l’Aeronautica Militare, ha promosso “Fidelis”, una mostra che espone sino al 4 novembre opere e reperti archeologici recuperati da furti o danneggiamenti dolosi e restituiti alla collettività. La mostra, ospitata nei locali della Caserma dei Carabinieri “Bonsignore-Dalla Chiesa”, è una produzione a cura della Fondazione Falcone, First Social Life e Open Group dedicata alla memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Carlo Alberto Dalla Chiesa insieme alle altre vittime delle stragi in cui rimasero uccisi.

Sono espostibeni archeologici, storico-artistici, librari che, dopo essere stati rubati o scavati clandestinamente, sono stati recuperati grazie all’attività che svolge da quasi cinquant’anni il Comando Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale, in sinergia con gli altri settori dell’Arma, con il sostegno del MIBACT e il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria.

TESTA-DI-ADE_FidelisIl simbolo della mostra è la Testa di Ade (IV secolo a.C.), oggi conservata nel Museo Archeologico di Aidone, in provincia di Enna. L’opera in terracotta fu trafu­gata nell’area archeologica di Morgantina negli anni Settanta, venduta illecitamente al Paul Getty Museum ed esposta nella sede di Malibufino al suo recupero avvenuto nel 2014 con una rogatoria internazionale che ne ha consentita la restituzione.

Impreziosiscono l’esposizione molte altre opere di pregio come: quattro dipinti di Tintoretto, rubati al museo di Castelvecchio di Verona nel 2015 e recuperati in Ucraina dopo l’arresto di tutti gli autori del furto; il tabernacolo ligneo, recuperato dalla Chiesa di S. Antonio Abate ad Amatricee ripristinato, grazie all’azione e agli interventi dei “caschi blu della cultura”, dalle zone terremotate dell’Italia centrale.

Il giardiniere di Vincent Van GoghDegni di nota: Il giardiniere di Vincent Van Gogh dalla GAM di Roma per la prima volta a Palermo e la Stele di Palmira opera temporaneamente affidata all’Italia e recuperata grazie all’attività internazionale dei Caschi Blu della Cultura. Altra tela dal forte significato simbolico è Il concerto di Bartolomeo Manfredi, maestro d’influenza caravaggesca, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi. E’ tra le opere che, nella notte tra il 26 e 27 maggio del 1993 furono distrutte o gravemente danneggiate dall’esplosione della bomba che provocò la strage di via dei Georgofili a Firenze.

Completa la mostra un’inestimabile collezione di reperti storici di origine ellenica: statue, teste marmoree, reperti marittimi, armi, elmetti, che erano stati rubati o trafugati da criminali senza scrupoli.

Le opere esposte sono giunte a Palermo grazie al supporto dell’Aeronautica Militare che ha curato il trasferimento dai diversi musei italiani e dalle zone colpite dal recente sisma dell’Italia centrale. Esse sono arrivate chiuse nelle prime casse fine art, per il trasporto delle opere d’arte, ad alto impatto civile realizzate in una comunità gestita da Open Group, a Bologna: legno sostenibile e proveniente dalla filiera legale, oltre venti lavoratori sensibili provenienti da percorsi contro la tossicodipendenza, vernici ecologiche, interni hi-tech per l’assoluta sicurezza delle opere.

La mostra è visitabile,a ingresso libero, nei locali della Caserma dei Carabinieri “Bonsignore-Dalla Chiesa” (sede della Legione Carabinieri Sicilia – Corso Vittorio  Emanuele 475) secondo i seguenti orari:

Dal martedì al venerdì: dalle 16:00 alle 20:00; Sabato e domenica: dalle 09:00 alle 13:00;

Caserma Bonsignore – Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Si trova nella parte alta di Corso Vittorio Emanuele all’interno dell’ex “Quartiere militare di San Giacomo”. Fu intitolata nel 1939 a “Antonio Bonsignore” e dal 2007 è dedicata a Carlo Alberto Dalla Chiesa, il compianto Comandante della Legione Carabinieri Sicilia.

Il quartiere militare di San Giacomo nacque nel 1620, con la creazione della cinta muraria dell’area destinata a riparo delle truppe spagnole di stanza a Palermo voluta da Emanuele Filiberto di Savoia, viceré spagnolo. Vi sono all’interno del complesso alcuni monumenti di rilievo dal punto di vista architettonico quali: la quattrocentesca chiesa di San Giacomo dei Militari, di fondazione ruggeriana; la piccola chiesa di Santa Maria Maddalena di epoca normanna; la trecentesca chiesa di San Paolo D’Alga; il monumento ai Bersaglieri del X e XVI Reggimento, caduti in Albania durante la prima guerra mondiale; l’ex Ospedale di San Giacomo.

La Chiesa di San Giacomo dei Militari ha una storia che risale alla fine del XV secolo. L’impianto della chiesa è a tre navate con soffitto ligneo e travi decorate a vista. Fu edificata per volere del Senato Palermitano e intitolata alla Vergine Maria e a San Sebastiano. Nel 1505 fu concessa in uso alla Confraternita dei calzolai che vi fece edificare due cappelle dedicate ai santi protettori San Crispino e Crispiniano. Nel 1620, con la creazione della cinta muraria del quartiere militare degli Spagnoli, al cui interno venne a trovarsi la Chiesa, la Confraternita la cedette all’Ospedale Militare e divenne la parrocchia del quartiere di San Giacomo dei Militari.
Nonostante i pesanti rimaneggiamenti, l’edificio conserva ancora tracce rilevanti delle originarie caratteristiche costruttive e di elementi decorativi che gli interventi condotti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo hanno riportato alla luce. Oggi, non più adibita al culto, la Chiesa è utilizzata per ospitare cerimonie e manifestazioni pubbliche all’interno della Caserma.

La chiesa di Santa Maria Maddalena è un vero gioiello dell’arte arabo normanna. Fu l’arcivescovo Gualtiero Affamilio che volendo ampliare il Duomo nelle forme attuali, fece distruggere l’antica cappella dedicata a S. Maria Maddalena, impegnandosi a realizzarne una nuova in un luogo non lontano. La costruzione della cappella avvenne nel 1187 e ospitò temporaneamente le spoglie dei reali normanni in attesa che si completasse la nuova cattedrale. La chiesa ha una struttura architettonica semplice e austera, caratterizzata da una pianta a croce latina con tre navate separate da elevate arcate a tutto sesto poggiate su tre colonne. All’esterno è presente un campanile a pianta quadrata che originariamente doveva culminare con la classica cupoletta rossa.

La chiesa di San Paolo De Algas, di cui non si conosce il fondatore, è ritenuta anteriore al 1312. E’ stata la Cappella Palatina della nobile famiglia Frangipane e nel 1448 fu concessa alla maestranza degli spadari.  E’ stata restaurata più volte tra il XV e XVIII secolo. L’interno era a tre navate diviso da due file di colonne. Sottratta al culto, nel tempo ha avuto diverse utilizzazioni e adesso è inglobata e adibita a palestra nelle strutture militari della Caserma.

Su Corso Vittorio Emanuele si affaccia il prospetto dell’ex Ospedale di San Giacomo con archi di finte bugne sui quali sono posti degli altorilievi trapezoidali con al centro le conchiglie, simbolo che unisce i pellegrini al loro Patrono, sovrapposte alle tre spade poste a ricordare il carattere militare dell’ospedale. La struttura fu funzionante nel 1623 dopo circa quaranta anni di lavori. Nel 1824 l’ospedale fu trasferito nella Casa dei Gesuiti di San Saverio all’Albergheria e l’edificio fu adibito ad altri usi. Entrato nella disponibilità della Legione dei Carabinieri e dopo vari lavori di ristrutturazione e ampliamento (1890 c.a.) le sue sale accolgono alloggi per militari.


Redazione
Biografia


'FIDELIS: La mostra' non ha commenti

Commenta per primo!

Vuoi scrivere cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


L'editoriale è firmato da: Consiglio

Amministrazione