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Serate a Capo d’Orlando
buona musica ed originalità

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di CLAUDIO S. GNOFFO – Una comune passione, il bisogno di ricorrere al Grande Continente per viverla, fino alla fatidica domanda: ma perché non lo facciamo pure noi?! Una ventata di incontenibile e incosciente entusiasmo, e il gioco è fatto: così nasce uno dei più grandi festival del Sud Italia, orgoglio e vanto siciliano, che anche quest’anno si ripropone, dal 31 luglio al 2 agosto. Di cosa sto parlando? Presto detto.

Erano i primissimi anni ’90 quando cinque amici di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, amanti della musica blues, erano soliti, i primi di luglio, andare al Pistoia Blues Music Festival e trascorrere lì due-tre giorni per godere dei più grandi musicisti del blues, oltre che delle prelibatezze toscane.
Vi suona familiare fin qui? Gente del Sud che va al Nord per poter godere di qualcosa di bello e straordinario. Qualcosa di consueto, un meccanismo consolidato.
Ma è proprio da qui che trova origine una grande avventura.

È il luglio 1993 quando questi cinque amici, tornando da Pistoia a Capo d’Orlando (rigorosamente in un’unica tirata in auto, tutti e cinque nella stessa vettura), si domandano: “Ma perché non ci proviamo pure noi?”. Una strana luce brillò negli occhi di tutti e cinque i compari. E così un anno dopo, un fatidico giugno 1994, viene costituito il Cross Road Club, associazione musicale culturale non avente scopo di lucro, con sede nella città orlandina e con finalità la promozione della musica blues oltre jazz, gospel e d’autore. E, nel luglio seguente, vede la luce il primo Capo d’Orlando Blues Festival. Uno dei primissimi del Sud Italia e della Sicilia, e oggi uno dei più acclamati del Bel Paese e d’Europa, non da meno del fratello maggiore e fonte d’ispirazione, il succitato festival di Pistoia.

Perché parlarne addirittura in un articolo? Perché oggi il Capo d’Orlando Blues Festival è arrivato alla sua XXII Edizione, che avrà luogo in quell’amena cittadina da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto.
E da 21 anni è un appuntamento unico e irrinunciabile nel panorama italiano della Musica, meta di appassionati provenienti da tutta la Sicilia e oltre. E il sottoscritto, con gioia e orgoglio, collabora alla sua organizzazione. Il Festival è ben inserito nel circuito nazionale delle manifestazioni musicali, e ogni anno è recensito nelle maggiori riviste specializzate nazionali quali: La Repubblica, Panorama, Chitarre, Il Blues, Sikania e Mototurismo. Un vanto tutto siciliano.

La calendarizzazione dell’evento, da sempre nell’ultimo fine settimana di luglio, consente un’immediata identificazione e una comoda programmazione delle proprie vacanze.

Villa Piccolo

Villa Piccolo

La manifestazione infatti attrae notevoli flussi del “turismo culturale”, e mette i turisti in relazione sia con l’incredibile bellezza balneare di Capo d’Orlando (avete mai visto le sue spiagge? No? Ahi-ahi) che con il sito culturale di “Villa Piccolo”, appartenuta al celebre Lucio Piccolo, grande poeta cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Quindi, un orgoglio non solo siciliano ma anche palermitano in particolare. Artisti italiani d’eccellenza quali Roberto Ciotti, Gennaro Porcelli, Daniele Sepe e Mauro Ferrarese, e internazionali del calibro di Joe Coco & Alex Weiss, Sax Gordon, Scott Henderson e The Delta Saints, hanno calcato il palco del CdO Blues Festival rendendolo prestigioso.

La band sarà presumibilmente presente quest'anno

Questa band sarà presumibilmente presente al CdOBluesFestival

Il festival orlandino non è solo propriamente musica ma anche arte in senso più esteso: dalle prelibatezze siciliane che offre nei giorni della rassegna, alle opere di pittori e orafi che espongono il proprio talento.

Una realizzazione dell'Arch. Matteacci:la cassa armonca è realizzata da uno  scatolo di sigari.

Una “curiosa” realizzazione dell’Arch. Matteacci: la cassa armonica è realizzata da uno scatolo di sigari.

Una menzione merita Roberto Matteacci, il cui genio artigianale ha ricreato le “cigar box guitar”, chitarre e bassi fatti con scatole di sigari o biscotti e perfettamente funzionanti, ispirate dalle cigar box guitar usate dagli inizi del XIX secolo negli stati meridionali degli USA dai braccianti afroamericani, che, con mezzi di fortuna quali appunto scatole di latta o legno, cercavano di costruirsi chitarre vere e proprie.
Tutto ciò è, per noi, prestigio. Un prestigio frutto di costanza, passione e perseveranza nonostante le grandi difficoltà, un gioiello nato dalla voglia di fare di cinque siculi che, colpiti dalla luce di una delle più grandi manifestazioni musicali d’Italia, hanno deciso che la loro terra poteva risplendere di luce propria.
Come il fratellino piccolo che si emancipa dal maggiore per trovare la propria strada, così questi amanti del blues hanno deciso che la Sicilia poteva artisticamente trovare un proprio ritrovo, un percorso che si affiancasse e accompagnasse a quelli già battuti, per essere una cross road che renda il Sud parte integrante di quel mondo che così spesso, fuori dal nostro giardino, nell’erba del vicino, invidiamo.
Caspita, lo dico: il CdOBluesFestival è figo. Ma figo assai.

Chi vi scrive, il 24 luglio sarà al Pistoia Blues Music Festival e poi, dal 31 luglio al 2 agosto, sarà al Capo d’Orlando Blues Festival, orgoglioso di poter continuare a respirare nella propria terra, tornando a casa, quel fresco profumo di arte, musica, passione ed energia che rende tutto il mondo un solo unico paese, ebbrezza che ti fa desiderare che tutto quanto il mondo sia la tua casa.


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