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“Botero” in città
i suoi quadri, al Palazzo Reale di Palermo

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di ALBERTA RONDINI

La mostra “Via Crucis: la Pasión de Cristo” di Fernando Botero, è allestita nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo noto anche come Palazzo dei Normanni.  Ciò è dovuto al grande riscontro di pubblico: l’Ente organizzatore prevede circa 250.000 visitatori per la fine programmata, che per il grande afflusso, è stata prorogata fino al 30 settembre c.a.

Botero in una recente foto

Botero in una recente foto

Fernando Botero è un pittore, scultore e disegnatore colombiano nato a Medellin il 19 aprile 1932.
E’ un artista inarrestabile, sempre al lavoro, instancabile e rappresenta una delle massime espressioni dell’arte contemporanea mondiale, sebbene la sua età avanzata – ottantatré anni – che non sembra minimamente scalfire la sua gioia di vivere e di produrre. Le sue opere si caratterizzano per uno stile originale, conosciuto da alcuni come “boterismo”, che conferisce un tratto inconfondibile alle sue realizzazioni. Nei suoi quadri, le forme rotonde, l’esaltazione della volumetria, l’assenza di ombreggiatura, sono elementi che concorrono a trasmettere forti emozioni. Gli argomenti che tratta, ancorché contestualizzati nel passato sono provvisti di ironia e particolari aggressivi: dettagli che rivelano critiche feroci alla società contemporanea.

La mostra “Via Crucis” è di grande spessore. Essa, dopo le tappe di New York, Medellin, Lisbona e Panama è arrivata finalmente a Palermo, unica tappa italiana, promossa dall’Assemblea Regionale Siciliana, dalla Fondazione Federico II e dal Museo Colombiano di Antioquia.

Vi sono esposti ventisette dipinti a olio e diciassette disegni donati dall’artista al Museo di Antioquia in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno. Grazie a questa donazione il Museo Colombiano possiede oggi la più ampia collezione al mondo di opere di Fernando Botero.
I lavori esposti vogliono raccontare i momenti fondamentali della Passione di Cristo che Botero, sebbene non sia religioso, realizza con totale rispetto e con grande riguardo.

Nelle opere che arricchiscono la mostra, l’Autore raffigura il tema della sofferenza nella società attuale afflitta dai drammi quotidiani quali guerre, fame, abusi e vessazioni.

Fustigazione

Fustigazione

L’artista dà una nuova versione della Via Crucis mettendo insieme personaggi

Crocifissione

Crocifissione

antichi e moderni, combinando scenari tratti dal passato con spazi contemporanei. Basta osservare la lapidazione di Cristo in un luogo che ricorda l’interno di una casa latino americana, la presenza di un militare vestito di verde invece di un soldato romano o la Crocifissione in cui è raffigurato un Cristo monumentale e verdastro, inchiodato alla croce in pieno Central Park a New York. L’enormità del corpo di Cristo è determinata dal confronto con i minuscoli passanti che passeggiano tranquillamente per i sentieri del parco continuando le loro attività quotidiane.

Fernando Botero: Sepoltura

Fernando Botero: Sepoltura

 Ha voluto presentare il dramma di Cristo come se fosse vissuto da un essere umano (ricordandoci, forse inconsapevolmente, l’umanità de Il Vangelo di Pier Paolo Pasolini)  e l’unica allusione alla Divinità è rappresentata nell’opera “Sepoltura” in cui appare un angelo che vola sopra la scena.

La mostra è visitabile: da lunedì a venerdì, dalle ore 8.15 alle ore 17.40; il sabato e la domenica, dalle ore 8.15 alle ore 21.00.


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'“Botero” in città' ha 1 commento

  1. 31 agosto 2015 @ 10:23 Caterina Maniscalco

    Articolo interessante e stimolante. Ho già visto la mostra di Botero a Palermo e condivido le osservazioni di A. Rondini.

    Reply


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