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Negentropia
I tre cosmi dei Cine-Supereroi

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di CLAUDIO S. GNOFFO*

È notizia di diversi giorni che il reboot targato Fox dei Fantastici 4 è uno dei peggiori cine-comics di sempre. Si parla già di Megaflop, di Disastro al Botteghino. Chi vi scrive non ne è stupito, lo immaginava già da tempo. Non perché io abbia visto il film, lo pensavo già ancor prima. Vedendolo ne ho solo avuto conferma.

C’è un movimento, nell’universo del cinema di supereroi, che sta convergendo in una direzione precisa, verso una sorta di “Negentropia”. La Negentropia è l’opposto dell’Entropia.

Come l’Entropia porta al caos e al disordine, così la Negentropia porta dei sistemi (fisici, umani e sociali) ad aggregarsi dando a sé stessi un ordine e un senso.

I supereroi del cinema, signore e signori, stanno vivendo una Negentropia, andandosi ad aggregare nei Tre Grandi Cosmi. O nei Tre Sommi Monopolî, se preferite. Ma che c’entrano i Fantastici 4 con la Negentropia? E cosa sono questi tre monopolî cosmici? Bene, andiamo con ordine…

Joel Schumacher aveva ucciso il genere supereroistico con “Batman & Robin” (1997), nonostante il lodevole successo di “Batman Forever” (1995), dagli incassi superiori perfino a quelli di “Batman Il Ritorno” (1992). Nel 1998 si pensava di fare un “Superman Lives” diretto da Tim Burton con Nicholas Cage e che, per fortuna, non si è mai fatto.

Nel 2002 tutto cambia. Nel 2002 arriva il Messia dei Cinecomics, colui che oggi è dimenticato e ignorato, nonostante frotte di nerd gli dovrebbero dedicare un Altare della Patria: Sam Raimi.

Sì, nel 2000 era uscito il bello “X-Men” di Bryan Singer per la Fox, ma non è stato quello a cambiare tutto. Tutto cambia col talentuoso regista de “La Casa”.

Sam Raimi è un grande fan di Superman e vorrebbe riportarlo in auge, ma non riesce, e si occupa di un’impresa ancor più difficile: portare a termine un film su Spider-Man che dagli anni ‘90, dopo disastrosi film anni ‘70 (oggi ignoti ai più), si vorrebbe fare ma non si fa, tanto che persino il fantastilioso James Cameron (quello di “Titanic” e “Avatar”) lo ha lasciato perdere.

Foto 1 - Lo Spider-Man di Sam Raimi del 2002

Lo Spider-Man di Sam Raimi del 2002

All’inizio del XXI secolo si comprende che ora le tecnologie cinematografiche possono rendere bene su pellicola un personaggio come Spider-Man, e così il film si fa. Il resto è Storia

La Marvel Films, reinventatasi nel ’96 nei Marvel Studios, ha venduto, in una forsennata corsa all’oro, i diritti dei propri personaggi principali a Sony, Columbia e altre case cinematografiche per co-produrli insieme, senza curarsi delle conseguenze che vedremo.

Nel 2003 la Fox bissa il successo degli X-Men col 2, così come la Fox fa uscire “Daredevil” e la Universal “Hulk”, sempre in coproduzione con la ex-Marvel Films.

Qualcosa, però, s’inceppa. Daredevil e Hulk non hanno lo stesso successo del Ragnetto, che nel 2004 si supera col bellissimo “Spider-Man 2”. Altri film di supereroi escono, perché comunque il genere è ricco. Nel 2005, però, c’è lo step successivo, il salto ulteriore che avvierà il processo di Negentropia: giunge Christopher Nolan, che dovrebbe essere acclamato dai nerd come Padre della Patria al pari di Sam Raimi.

Nolan è un genio di per sé, a prescindere da tutto, ma ha un merito ulteriore che la storia e Zack Snyder gli riconosceranno sempre: ha resuscitato Batman dalla fossa che Schumacher gli aveva scavato a suon di costumi coi capezzoli (sì, proprio così: costumi coi capezzoli).

Frattanto nel 2006 la Fox ha un sussulto di autolesionismo suicida e, col tremendo “X-Men – Conflitto Finale” che NON è diretto da Singer, ammazza una trilogia bellissima. Ma le cose belle (e redditizie) non muoiono facilmente, come vedremo.

Mentre la Marvel, tra i Marvel Studios e case varie e personaggi vari, è confusa sebbene determinata a trovare la propria strada, la DC è confusa e basta.

Bryan Singer, quello degli X-Men, realizza l’antico sogno di Raimi: ridà vita al franchise dell’Ultimo Figlio di Krypton con “Superman Returns”, che però, al di là della superba interpretazione di Kevin Spacey che è sempre favoloso pure quando si limita a respirare, non decolla. Superman non spicca il volo.

Il film, al contrario di quello che oggi si tende a credere (ma si sa, spesso i ricordi sono deformati e si ricorda ciò che si vuole), ha ottimi incassi e ottime recensioni, eppure non entusiasma. Lascia un senso di freddo, più dei ghiacci dov’è la Fortezza della Solitudine di Superman. È un film ambizioso, vuole essere il terzo capitolo della saga fatta dai primi due film con Christopher Reeve (Singer decide, chissà perché, di ignorare il III e il IV film con Reeve, che interpretò una tetralogia), eppure non è all’altezza delle sue stesse ambizioni.

Altro passo fondamentale è nel 2007: la ex-Marvel Films passa sotto la direzione dell’altro genio Kevin Feige, il quale capisce il casino che la Casa delle Idee ha fatto coi propri personaggi, e decide di riprendere il controllo di tutto. Gli ci vorranno mesi di gestazione ma, al termine di questo periodo, la più grande impresa cinematografica di tutti i tempi avrà inizio, e la Negentropia si manifesterà chiara.

Frattanto, si sa, nei momenti di crisi ci si aggrappa a ciò che continua ad andar bene:

  • La Marvel prosegue la Raimi-Saga col discusso (ma non così tremendo come si suol dire) “Spider-Man 3” nel 2007;
  • Nolan fa il botto col meraviglioso e incommensurabile “Il Cavaliere Oscuro” nel 2008 (grazie a lui ora la gente sa che Batman è chiamato pure così);

     Il Batman di Christopher Nolan del 2008

    Il Batman di Christopher Nolan del 2008

  • La Fox sfrutta un po’ il franchise dei Mutanti col mediocre (ma meritevole di aver proseguito la saga) “X-Men Le Origini – Wolverine” nel 2009. Se la trilogia fu uccisa dal brutto film del 2006, almeno con gli spin-off si può ricavar qualcosa.

In questo lasso di tempo, però, i Marvel Studios hanno fatto fruttare il duro lavoro, ed è così che nel 2008 escono prima “Iron-Man” e poi “L’Incredibile Hulk”, rifacimento del bizzarro film di Ang Lee del 2003. Cos’hanno in particolare, oltre a essere fatti davvero bene?

C’è che Tony Stark alias Iron-Man, comparso al cinema appena pochi mesi prima, alla fine del film su Hulk, fa un cameo, confermando l’inizio di un universo cinematografico tutto nuovo, coerente e coeso.

Ecco, di nuovo c’è un altro step. Di nuovo, la Negentropia con un passo ulteriore fa cambiare tutto.

I Marvel Studios vogliono produrre i propri film da soli d’ora in poi, limitandosi a collaborare con la Paramount Pictures per la distribuzione.

C’è un problema, però. Nella forsennata corsa all’oro di pochi anni prima, ha venduto i diritti dei personaggi più grossi a molte case cinematografiche.

Un problema contiene dentro sé la propria soluzione, a volte. L’accordo vuole che, se le case non producono film sui personaggi acquisiti entro un certo lasso di tempo, quei diritti tornano alla Marvel.

Così, ecco che la Negentropia inizia ad agire nel cosmo dei cine-comics, cominciando dalla Marvel: mentre, col tempo, i diritti dei Personaggi Grossi potranno (forse) tornare alla Casa delle Idee, i Marvel Studios si faranno il proprio universo cinematografico partendo dai Personaggi Minori o solitamente snobbati (Ant-Man ne è un esempio recente, oltre che positivo).

Il Marvel Cinematic Universe creato dai Marvel Studios, abbreviato da nerd e geek in MCU, è il primo dei Tre Cosmi che la Negentropia, monopolizzatrice spietata, crea.

L’MCU attinge a piene mani dalla versione ultimate dei fumetti marvel: l’afroamericano Nick Fury incarnato da Samuel L. Jackson è un esempio su tutti.

A ogni grosso processo di forze in atto, però, spesso se ne oppone un altro di forze opposte.

Nel caso dell’MCU dei Marvel Studios, due forze si oppongono:

  1. La Fox ha ripreso e salvato (con successo) la saga dei Mutanti, proseguendo con le origini di Logan/Hugh Jackman nel 2009 e quelle degli X-Men nel 2011, e poi, con un colpo di genio, riaccendendo la saga originaria: dapprima in “Wolverine – L’Immortale” del 2013 con un bel cameo del Professor X e Magneto; poi sfornando nel 2014, con lo stesso regista dei primi due film e gli stessi concetti, “X-Men – Giorni di un futuro passato” (abbandonando frattanto il Daredevil interpretato da Ben Affleck nel 2003).

    Foto 3 - Lo Spider-Man di Mark Webb del 2012

    Lo Spider-Man di Mark Webb del 2012

  2. La Sony non ha tolto le sue grinfie da Spider-Man e, dopo aver accantonato un quarto film con Sam Raimi, decide di riavviare il reboot nel 2012 con “The Amazing Spider-Man” di Mark Webb. Uno dei reboot più frettolosi di tutti i tempi.

Dunque, la Fox coi Mutanti e la Sony con Spidey sono due ossi duri.

Nel 2013 i Marvel Studios producono la serie Agents of SHIELD, che riprende i personaggi dell’Organizzazione Segreta guidata da Nick Fury, il quale, non tutti lo sanno, prima di S. L. Jackson, è stato interpretato in un dimenticabilissimo film del ’98 dal leggendario David Hasselhoff, quando ancora la ex-Marvel Films muoveva passi stentati.

Nel 2015 i Marvel Studios varano su Netflix (la società che ha prodotto il meraviglioso “House of Cards” col meraviglioso Kevin Spacey) la serie Daredevil, che torna alla Casa delle Idee in quanto da più di dieci anni la Fox non ne faceva un film, portando con sé Wilson Fisk e il Punitore.

Questi sono solo esempi di come la Negentropia spinga Kevin Feige a far sì che l’MCU sia sempre più coerente e coeso, riprendendosi un po’ di personaggi.

Ma i due ossi duri? La Fox coi Mutanti e la Sony con l’Arrampicamuri, come la mettiamo?

Con “Wolverine – L’Immortale” e “X-Men – Giorni di un futuro passato”, la Fox riallaccia in modo splendido tutti i film finora fatti sui Mutanti, per mostrare che sono parte di una saga unica e coesa, che è resistita al brutto “X-Men – Conflitto finale” del 2006 senza rinnegarlo, e che può offrire un universo coerente e godibile, senza alcun bisogno di reboot. Riuscire a fare meno di reboot, e per giunta dal 2000 a oggi, è un merito, degno del Premio Nobel.

Sì, lo so che Hugh/Logan era apparso pure in “X-Men – L’inizio” del 2011, ma è dal 2013 che la Negentropia rafforza l’universo dei FoX-Men (perdonate il brutto gioco di parole) rendendolo un potente monopolio (seppur non l’unico) della vasta e disordinata galassia dei cine-comics.

Adesso, parliamo del ragno. “The Amazing Spider-Man” si lancia con le migliori premesse possibili, e l’arroganza più sontuosa che si possa immaginare: ha il chiaro intento di scalzare la “vecchia” saga di Raimi per imporsi sull’immaginario collettivo come lo Spider-Man migliore di sempre.

Il vero obiettivo, in realtà, è non tanto sconfessare la precedente trilogia Sony, quanto impedire ai Marvel Studios di riappropriarsi del loro eroe di punta per i secoli dei secoli a venire, poiché la Sony è obbligata a fare un film sul Tessiragnatele ogni 5 anni pur di non perdere i diritti. Be’, com’è finita?

Se amate il genere o siete lettori di BadTaste e Jace MisterMovies, lo sapete già, amici lettori. Ma vediamo un po’ insieme. La superbia della Sony d’innalzare questo secondogenito per sconfessare il suo stesso primogenito, non ha proprio gli effetti sperati: bellissimo film, efficace il personaggio di Gwen Stacy così maltrattato da Raimi nel 2007, Andrew Garfield davvero in parte, ma… qualcosa non va.

C’è un certo “non so che”. Non come il “Superman Returns” del 2006, non agli stessi livelli: il film è davvero un grande successo, la Sony n’è soddisfatta. Eppure… qualcosa non va. Cosa? E perché? Non si sa. Vuoi la sceneggiatura… vuoi la riscrittura delle origini dell’eroe… vuoi che la frase celeberrima “da un grande potere derivano grandi responsabilità” non si ode manco a pagare la mascherina del cinema… vuoi che la colonna sonora non ha nemmeno 1/10 della grandiosità epica di quella di Danny Elfman per Raimi, vuoi che il nuovo costume di Spider-Man fa davvero cagare, vuoi che il primo amore non si scorda mai e che cinque anni dalla fine della prima saga all’inizio della seconda sono troppo pochi, vuoi che… non si sa.

Il film però è un successone, e per giunta nello stesso anno di Avengers, il primo film con tutti questi fantasticissimi eroi Marvel assieme.

Quindi, nel 2014 il sèguito si fa. Andrew Garfield indossa una nuova variante del costume praticamente identica a quella del fumetto originale, la campagna pubblicitaria è pompata come poche prima d’allora, il personaggio di Electro è presentato in lungo e in largo come un villain favoloso e d’eccellenza, fuoco e fiamme, papaveri e tulipani, ma… Di nuovo, quella stranissima sensazione.

Il trailer così diverso dal film finale… così tante scene tagliate…O forse, solo il fastidio che questo Spider-Man non faccia parte dell’MCU ma sia a sé stante…Qualcosa non va.

Subito dopo il film, si corre ai ripari: la Sony annuncia che si faranno il III e il IV, e si farà un film pure coi Sinistri Sei, e un altro con Venom, e dopo la morte di Gwen Stacy (davvero intensa e drammatica, resa bene) Mary Jane comparirà, e questo, e quello… ma niente.

Il film, nonostante il successo e tutte queste promesse per l’avvenire, non entusiasma.

A nulla valgono le voci per le quali ora, a quanto pare, finalmente la Sony cominci ad abbassare la cresta per accordarsi coi Marvel Studios e introdurre lo Spider-Man di Andrew Garfield nell’MCU: fare un crossover, che ci vuole? Basta spiegare perché nei primi due film il Ragnetto nulla dica sugli Avengers (che invece, SEMPRE, in qualche modo si richiamano l’uno l’altro nei film dal 2008 al 2014) e introdurlo nel “Civil War” che si farà nel 2016. Che ci vuole? Come agirà, la Negentropia?

Sarà diplomatica e soffice spingendo i Marvel Studios a incorporare e inglobare, con perizia chirurgica, i due film diretti da Mark Webb? O sarà spietata e netta esortando i Marvel Studios a esigere, con ferocia gladiatoria, un reboot totale?

La Negentropia decreta. La superbia della Sony va punita con altrettanta superbia: i Marvel Studios, per potersi accordare, vogliono un nuovo reboot, il terzo. Tutto da zero, di nuovo. Dal 2002 al 2017, in 15 anni, saranno ben tre gli interpreti di Spider-Man.

Negentropia – Caos: 1 a 0, palla al centro.

Il monopolio del Marvel Cinematic Universe, il secondo, è sempre più forte, in questa vasta disordinata galassia. In realtà, il 2014 è un anno duro per la Sony su tutti i fronti: lo scandalo “Sony Leaks” la travolge, il caso sul controverso film “The Interview” sembra ingigantirsi a ogni ora, e vengono scovate mail dove i vertici si azzannano l’un l’altro riguardo la discussa opera di Webb sul Tessiragnatele, e nel 2015 emerge che Andrew Garfield pressava da mesi affinché la Sony, per tempo, fosse umile e si accordasse con la Marvel.

Foto 4 - I nuovi discussi Fantastici 4 del 2015

I nuovi discussi Fantastici 4 del 2015

Con la Sony, i Marvel Studios gongolano. E con la Fox, invece? Molto più dura. Partiamo dai Fantastici 4, da cui è iniziato questo articolo.

Reboot dei due graziosi (ma non eccellenti) film del 2005 e 2007 di Tim Story, è un flop come mai visti.

È davvero un film così brutto? Non merita possibilità? Non si entrerà nel merito di ciò. È uno dei peggiori scandali della storia del cinema, molto più di “The Amazing Spider-Man 2” dell’anno prima, con un regista, Josh Trank, la cui carriera è distrutta per sempre, e veleni e vetriolo che volano come coltelli. Due cose si noteranno: la Fox, a oggi, ribadisce che farà il sèguito nel 2017 (cosa altamente improbabile), e NON C’È alcun cameo di Stan Lee, presente in quasi tutti i film Marvel.

Come si possono interpretare le due cose? Che la Fox è agguerrita. Quindi, almeno per adesso, non vuole far tornare il Quartetto alla Casa delle Idee, mostrandosi forte del successo che certamente avrà Deadpool, che era comparso nel film su Wolverine del 2009 ed è un personaggio amatissimo.

Ma davvero si farà il sèguito o sono solo i ruggiti spavaldi di un leone messo all’angolo? Gli X-Men, inaugurati nel 2000 da Bryan Singer, rafforzati dal bel film del 2014, e ora arricchiti da Deadpool, sono il Primo dei Tre Monopolî dei Cine-Comics, e la Fox può andarne fiera.

La Negentropia farà sì che i Fantastici Quattro rimangano in mano alla Fox, per un crossover con Deadpool e gli X-Men, i quali invece si trovano benissimo in questo loro Cosmo? O farà in modo che vadano ai Marvel Studios per ingrossare l’MCU? A quale dei due monopolî la Negentropia spedirà i Fantastic Four? Solo il tempo e il reboot lo diranno. Chi vi scrive, la sua idea ce l’ha.

Dunque, per riassumere, ecco i primi due dei tre monopolî supereroistici:

  1. La Saga degli X-Men della Fox (o FoX-Men, se scusate l’orrido gioco di parole).
  2. Il Marvel Cinematic Universe.
I due Quicksilver, quello Fox del 2014 e quello MCU del 2015

I due Quicksilver, quello Fox del 2014 e quello MCU del 2015

Entrambi sono universi Marvel, che nei fumetti sono un’unica galassia coesa: solo al cinema si sono biforcati, a causa delle scelte di questi anni, in due cosmi così distinti e separati. Esempio è il personaggio di Quicksilver: mutante figlio di Magneto, nel 2014 appare in “X-Men: Giorni di un futuro passato” di Bryan Singer interpretato da Evan Peters, e nel 2015 appare in “Avengers: Age of Ultron” di Joss Whedon interpretato da Aaron Taylor-Johnson (proprio lui, sì, Kick-Ass). E sono due personaggi assolutamente distinti e diversi.

Nel film MCU del 2015, poiché in questo universo non esistono Mutanti né alcun riferimento a X-Men o Magneto, Quicksilver è semplicemente un ragazzo potenziato grazie a esperimenti su di lui, come sua sorella Scarlet Witch, anch’ella in realtà figlia di Magneto. Ma torniamo alla DC. Dov’è stata tutto questo tempo? A girovagare nel caos e nella vaghezza. Ma, anche per lei, la benevola e provvidente Negentropia ha dei piani.

Nel 2011 Ryan Reynolds, lo stesso che due anni prima aveva interpretato Deadpool (e tornerà a incarnarlo nel 2016), dà vita all’eroe DC Lanterna Verde. Nelle intenzioni della Warner, che da sempre distribuisce i film DC, LV deve avere un sèguito e poi comparire, in un cameo, in un film su Barry Allen/Flash, per dimostrare l’avvio dell’universo cinematografico DC.

Dal 2011, con Lanterna Verde 1 e 2 e poi Flash, deve avviarsi una sorta di DC Cinematic Universe.

Ma Lanterna Verde è un flop, e il 2011 vede il fallimento di questo intento. Però, ciò che la DC fallisce, la Negentropia aggiusta e, se il sèguito di LV e Flash sono cancellati, l’Universo DC ha un nuovo inizio con “L’Uomo d’Acciaio”.

È dal 2008 che si vuole far ripartire da zero la saga di Superman, dopo lo strabiliante successo de “Il Cavaliere Oscuro”. Le riprese cominciano nel 2011, durante la proiezione di LV, un anno prima che si concluda la trilogia di Nolan: il nuovo Superman si accoderà a Flash, condividerà la stessa galassia con Ryan Reynolds e il Velocista Scarlatto, in un cosmo DC coeso e coerente, mentre Nolan chiude la propria personale e ingombrante saga su Batman, che nulla con tal universo avrà a che fare.

In realtà, la Negentropia ha parecchio da sgobbare con la confusione DC: Christopher Nolan, che scrive le prime idee per una sceneggiatura sul Kryptoniano e sceglie personalmente Zack Snyder come regista di questo colossal che lui produrrà, dichiara che questo Superman qui è del tutto indipendente dal suo Batman, vive in un mondo a sé dove sa di essere l’unico eroe, proprio come il suo Batman.

Ma allora, questo universo condiviso DC si fa o non si fa? Il flop di Lanterna Verde e l’aborto di Flash sembrano confermare l’idea di Nolan. Finché nel 2013 il miracolo si compie, e “L’Uomo d’Acciaio”, film controverso e criticato, accende il faro della speranza, con la Negentropia compiaciuta che si sfrega le mani per esser riuscita nell’impresa: inculcare nelle teste dei confusi dirigenti DC che un universo condiviso è, pure per loro, possibile.

“Yes we can”.

Così, il tanto favoleggiato “Superman vs Batman” di cui si parla almeno dal 2008, si farà: uscirà nel 2015, anzi no, meglio posticiparlo al 2016, e sarà “Batman V Superman”, perché puntare su Batman è sempre meglio. I bookmaker lo sanno. Henry Cavill, che avrebbe dovuto interpretare il Kryptoniano in un film progettato per il 2006 e poi accantonato per far posto a Brendan Routh e “Superman Returns”, avrà la sua occasione.

E a interpretare Batman sarà proprio quel Ben Affleck che non solo si fece odiare nei panni di Daredevil, ma non accettò di girare “L’Uomo d’Acciaio” perché non se ne sentiva all’altezza, così che la sua umiltà consentì la scelta di Snyder da parte di Nolan.

Del resto, quel Christian Bale che fu scartato per il ruolo di Robin accanto a Val Kilmer in “Batman Forever”, interpretò il Cavaliere Oscuro nella trilogia di Nolan. La Negentropia ha uno strano e ironico senso della giustizia. E fa girare un po’ le stesse facce, come dimostrano Capitan America e la Torcia Umana che hanno, entrambi, le belle fattezze di Chris Evans. La DC così, in questo favoloso 2013, capisce che l’universo condiviso s’ha da fare e, mettendo da parte le perplessità di Nolan che non credeva che il “suo” Batman venisse ripreso così presto, farà riunire, per la prima volta, gli eroi più potenti della Terra.

L’altro favoleggiato film mai compiuto, quel “Justice League of America” di cui si parla almeno dal 2007, vedrà la luce nel 2017.

Ricapitoliamo, alfine. Ecco i tre universi che, come spietati monopolî, stanno risucchiando a sé tutti i personaggi DC e Marvel, sotto l’occhio della Negentropia che tutto ordina e organizza, cercando di aggiustare, come può, i danni dei mortali. I due universi Marvel, l’MCU e i Mutanti Fox, non s’incontreranno mai. Ma almeno compatteranno in sé, ben ripartito in due tronconi netti, tutto il Cosmo Marvel fumettistico.

Invece la Presidentessa DC, poiché ci sono serie TV di successo scollegate dalla galassia cinematografica quali “Arrow”, “Flash” e “Supergirl” (con altri eroi quali Atom, interpretato da – e vi pare no? – Brendan Routh), ha appena dichiarato che loro non faranno come la Marvel, no: più universi, distinti tra loro, possono convivere dentro lo stesso Cosmo DC.

È un’altra differenza: mentre la Marvel, prudente dopo gli istrionismi di Ang Lee e Sam Raimi, sceglie registi giovani e gestibili affinché tutti i film abbiano lo stesso stampino forgiato da Kevin Fiege, la DC sceglierà registi di caratura che potranno dare la propria visione, pur essendo supervisionati da una sola mente (Snyder con un aiutino di Nolan, we suppose).

Del resto, è la Marvel Entertainment che, dal 2009, è acquistata e controll… ehm, volevo dire supervisionata, dalla Disney. Non la DC di certo.

Mi domando: la Negentropia, vedendo che tale universo sta andando a compattarsi, farà sì invece che queste serie TV chiudano quando Freccia Verde e il Velocista Scarlatto compariranno al cinema accanto a Supercavill e Batfleck, così che, come alla Marvel, pure le serie siano connesse e coerenti col filone cinematografico? O la Presidentessa DC ha detto il vero? Vedremo.

Fatto sta che la moda degli universi condivisi, utopia anni addietro, sta prendendo piede: si vocifera che la Universal creerà un cosmo condiviso dei suoi mostri classici partendo dal “Dracula Untold” del 2014.

I produttori dell’ultimo “Godzilla” vogliono farne sèguiti e poi un prequel al King Kong di Peter Jackson, per poi far appare i due mostri insieme nello stesso film.

La Negentropia includerà ogni cosa? Intanto, possiamo vedere le sue tre attuali creature:

  1. La Saga dei Mutanti della Fox (ok, ho capito, non li chiamerò più FoX-Men. Ok).
  2. Il Marvel Cinematic Universe.
  3. L’Universo DC.Foto 6 - I Tre Monopolî dei Cine-Comics - I Mutanti della Fox, il Marvel Cinematic Universe, il DC Universe (1)

E ogni altro film Marvel o DC non allineato, come l’arrogante Amazing Spider-Man della Sony o gli incauti Fantastici Quattro della Fox, è destinato a sparire, per lasciare il posto all’ordine e al rigore di tre monopolî ben ripartiti e schematizzati, perché, laddove il caos regna sovrano, l’ordine arriva e impera. Per come può.

*Claudio S. Gnoffo, Dottore con master di II Livello in Neuroscienze e Alta Formazione. Docente in Lingue Straniere, Critico letterario, Editor, Scrittore, Illustratore. Scrive per varie testate tra cui questa e UCCR, e realizza le vignette satiriche :“LaLaPa Stories” per il sito www.lalapa.it. Ha all’attivo una vasta produzione poetica e quattro romanzi.  


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