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Presepe: significati
personaggi e cronaca di una notte storica

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di LUIGI Gf. CONSIGLIO *

alberiAlberi di natale variopinti, abeti veri e fasulli, verdi, innevati, argentei, dorati e perfino viola si prospettano all’acquisto dei passanti nei vari angoli delle strade. Le bancarelle offrono sempre più alberi finti e sempre meno statuine per il Presepe.

Eppure l’usanza del sobrio Presepe cristiano resiste alla apoteosi consumistica di origine celtica che vuole l’albero di Natale in ogni casa, per cui, su un mobile accanto sarà allestito il presepe, piccolo ma presente – residuo di una antica tradizione tipicamente italiana che va – dicevamo –  ad assopirsi un po’ perché nelle famiglie si è perduto il gusto della “tradizionalità” e un po’ perché si sconoscono alcune cose ad esso relative. Eccole.

Natività di Gesù - Giotto

Giotto: Natività di Gesù (1304, Padova- Cappella degli Scrovegni)

Il Presepe fu inventato ed allestito per la prima volta con la presenza di esseri umani  da San Francesco d’Assisi durante il mese di dicembre del 1223 nel borgo di Greccio, vicino Rieti. Il Santo fece una rievocazione dal vivo con la partecipazione di confratelli e di fedeli e da allora, sino alla sera del 6 gennaio,  in cui si smonta,  la costruzione  del presepe è divenuta  una gradita usanza familiare tipica del periodo decembrino. Ci si serve perciò di alcune statuine di ceramica raffiguranti protagonisti e comprimari della sacra scenografia natalizia e di qualcosa che possa rappresentare una grotta/stalla. Nel sud Italia, dal Molise alla Sicilia la tradizione del Presepe è ancora molto sentita e nel napoletano esistono industrie che fabbricano statuine tutto l’anno.

La parola “Presepe” deriva dal latino praesaepe, cioè mangiatoia, greppia, ma anche sito recintato; ecco il motivo per cui nella tradizione c’è chi identifica il luogo in una stalla e chi in una grotta, ancor più misera, ma sempre utilizzata per custodire greggi o armenti.

Sono ovviamente indispensabili le statuine di Maria, Giuseppe, Gesù bambino, triade detta anche Sacra famiglia, Bue, Asinello, re Magi coi loro cammelli e i doni. I re Magi saranno disposti lontano dalla culla dove allo scoccare della mezzanotte sarà posto il Bambinello e a poco a poco si avvicineranno fin quando il 6 gennaio saranno collocati ai piedi della cuna.  La grotta viene ricavata da grossolane cortecce di sughero che, collocate ad arte, potranno dare anche l’impressione dello scenario collinoso tipico della Palestina.  Su di essa un angelo sorridente ad ali spiegate che tiene in mano il messaggio augurale e più su ancora una gran stella cometa.

Spaventato

Lo “spaventato” del presepe

Infine, tra una folla di artigiani, pastori, animali da cortile e greggi distribuiti nel contesto del panorama, vi sono alcuni personaggi, minori forse, ma che sono reputati funzionali alla scenografia generale simbolica del presepe. Sono: lo spaventato, l’addormentato, il pastorello, la donna con la brocca. Ognuno di essi è portatore di un significato simbolico.

Lo spaventato detto anche il meravigliato sta ad indicare lo stupore umano dinanzi ad un evento eccezionale. La leggenda narra che la Madonna stessa gli abbia detto: <<Tu sei stato messo sulla terra per meravigliarti. Hai compiuto la tua missione, il mondo sarà meraviglioso finché ci saranno persone capaci di meravigliarsi>> L’addormentato (che viene collocato nei pressi della grotta dal giorno 25) significa l’ abbandonarsi finalmente al riposo nella tranquillità di essere protetto. Il pastorello indica la partecipazione dell’innocenza dei bimbi all’evento. La donna con la brocca si vuol che sia la levatrice. I Re magi, infine, l’ossequio della potenza e della saggezza. A chi volesse approfondire suggeriamo la lettura di “Dagli umili ai potenti” di Pina Catino di facile reperimento sul web.

Ed ecco ciò che accadde quella notte, quella fatidica notte dell’anno “zero”, in quel di Betlemme. E’ necessaria, però, una premessa. Chiarire il significato di “apocrifo” perché quanto leggerete è di fonte, cosiddetta, “apocrifa”. Suole identificarsi come tale qualunque racconto che in modo romanzato e capzioso tratta di un argomento storico, religioso, ecc per attirare il consenso dei lettori. Il Dizionario, in modo più sbrigativo ci dice che deve considerarsi apocrifo qualsiasi documento che non è autentico.  Dicevamo che questo chiarimento è necessario perché ciò che segue racconta le circostanze della nascita di nostro Signore in modo leggermente diverso da come li abbiamo ascoltate durante la nostra infanzia. Dobbiamo altresì precisare che la lettura delle narrazioni apocrife relative alla nascita o all’infanzia di Gesù non sono proibite dalla Chiesa. Essa avverte i lettori che i Vangeli apocrifi sono molto fantasiosi e non possono essere accettati come libri sacri.

Noi abbiamo molta fiducia nella capacità intellettive dei lettori de Il Bandolo e certi di ciò vogliamo offrire loro la cronaca del parto di Maria tratta dal cd “Vangelo apocrifo della Natività”.  Che venga accettata come una favola dal sapore natalizio, una favola fascinosa che vuol restare tale senza voler tirare in ballo argomentazioni dogmatiche.

In seguito al censimento indetto da Cirino, Giuseppe e Maria dovettero recarsi a Betlemme, patria della stirpe di David a cui appartenevano. Lungo la strada e poco prima di entrare nel villaggio si palesò dinanzi a loro un meraviglioso giovinetto che indossava vesti splendenti; egli li esortò a fermarsi perché era imminente il momento del parto. La coppia comprese subito di essere in presenza di un angelo e Maria si convinse a scendere dall’asinello e di entrare nell’antro buio che si apriva nei pressi e che il giovane aveva indicato come riparo.

Appena Maria vi si introdusse, tutta la desolata e cupa spelonca cominciò prodigiosamente a risplendere, come se fosse illuminata dai caldi raggi di un sole splendente, nell’ora sesta del giorno (…e per tutto il tempo che Maria vi rimase, questa luce non venne meno). Intanto che Giuseppe, restato fuori dalla grotta si dava da fare in paese per cercare urgentemente una levatrice, Maria, da sola, aveva partorito un bel maschietto. Egli tornò più presto possibile con due donne esperte che però, titubanti, rimasero fuori dalla grotta. Giuseppe in trepidazione si precipitò dentro e rivolto a Maria le disse subito:-<<Ho trovato ben due levatrici, Zelomi e Salomè, che sono restate fuori perché intimorite da questa luce eccessiva…>> -E Maria allora, sollevando un lembo di stoffa, mostrò orgogliosa il neonato allo sposo mentre lo rassicurava sorridendo: -<< come vedi, non occorre alcun intervento…>> Ma  Giuseppe sempre in ansia: << sii prudente, non vorrei che capitasse qualche complicazione…è meglio farti controllare>>. A questo punto Maria lo tranquillizzò, consentendo che Zelomi la visitasse. La donna, una volta effettuato il sopraluogo esclamò a gran voce: <<Oh Signore ! non mi è mai capitato vedere mammelle così colme di latte e che un neonato sia venuto alla luce mentre la madre abbia conservato la propria verginità; sul bimbo non ci sono segni di travaglio materno e non c’è dolore residuo nella puerpera. Vergine ha concepito…vergine ha partorito…e vergine è restata!>>

Nell’udire questa esternazione, l’altra levatrice, Salomè si accostò a Maria e la invitò a farsi esaminare anche da lei, incredula ma disposta a vincere il proprio scetticismo solo se avesse toccato con mano propria. Maria le permise di palparla ma appena Salomè protese la mano, l’arto rinsecchì provocandole un subitaneo, violento dolore. Si disperò Salomè e si pentì ad alta voce della sua diffidenza, chiedendo perdono all’Altissimo. Mentre inconsolabile si lamentava, riapparve il giovinetto di prima che l’invitò ad avvicinarsi umilmente al neonato per carezzarlo con la mano offesa: <<Egli ti guarirà poiché è il Salvatore del mondo e di tutti coloro che sperano in Lui>>. Salomè fece quanto suggerito e, in adorazione, sfiorò timidamente i panni del bimbo. Subito la sua mano fu risananta.

addormentato

Il tranquillo addormentato del presepe

Uscendo felice dalla grotta iniziò allora a raccontare a tutti coloro che incontrava dei grandi prodigi di cui era stata partecipe e in molti l’ascoltavano incuriositi. Il suo racconto si intrecciava con quello di alcuni pastori che asserivano di aver visto, nel mezzo della notte, eteree presenze che glorificavano il Dio del cielo ed annunciavano la nascita del Salvatore. Intanto sulla verticale, dell’ingresso della grotta, una stella di eccezionale grandezza risplendeva dal vespro al mattino e i profeti che erano in Gerusalemme si rallegravano contenti perché si attuava ciò che era stato vaticinato cioè che una stella avrebbe annunciato la nascita del Re dei re.

Dopo tre giorni Maria e Giuseppe si trasferirono in una stalla vicina e collocarono il neonato in una mangiatoria dove poteva essere riscaldato dal fiato di un bue già vi si trovava oltre che dal proprio asino. Nel frattempo nei pressi della stalla si veniva radunando una gran folla di pastori…il resto è noto. Buon Natale !

*Luigi Gf. Consiglio – Dottore in Economia, già docente a contratto per “chiara fama” e per oltre un decennio di Tecniche di Comunicazione giornalistica e Marketing del territorio per i BBCC, al glorioso Istituto Superiore di Giornalismo presso l’Università di Palermo. In atto, Vice-presidente Dipartimento Sicilia ANS-Sociologi. Filantropo. Presidente Ass.Cult no profit “Il Bandolo”, Centro Studi & Gruppo Editoriale, aderente all’ANCeSCAO di Bologna. Direttore editoriale di questo periodico-web. 


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'Presepe: significati' ha 1 commento

  1. 27 gennaio 2016 @ 19:23 Ettore Gravante

    Questa storia me ne ricorda un’altra…
    la nascita del dio Mithra, nato, secondo la tradizione, da una vergine tra il 24 e il 25 dicembre,
    14 secoli prima di Cristo.
    I miti sono ciclici!

    Reply


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